Molto tempo fa… ero adolescente quando ho incominciato gli studi d’arte
poi ho avuto una pausa “ventennale” ed ora eccomi con una nuova maturità
a vivermi il mio “sogno”.
Come è stato riconoscere di avere un talento? Cosa hai provato?
E’ stato “toccare” e vivere la parte più profonda di me.
C’è una tecnica che ami particolarmente, con la quale lavori meglio?
Uso tutte le tecniche: olio, acrilici, materiali con spessori, legno, tela, gessi e altro.
Ognuna è un’espressione che avvalora per le sue caratteristiche, la realizzazione di un’opera.
Cosa significa per te utilizzare una tecnica piuttosto che un altra?
La tecnica è un mezzo per rappresentare meglio il risultato
che si vuole concretizzare ed è per questo motivo
che un artista dovrebbe avere una autentica versatilità.
Quanto influisce il tuo vissuto nelle tue opere?
Il proprio vissuto influisce come in qualsiasi altra professione.
Come si potrebbe mai scindere dal proprio vissuto la propria espressione di essere al mondo?
Come nasce il tuo modo di fare arte?
Non credo che esista un “modo” come qualcosa di “confezionato”.
La mia spontaneità mi fa da guida; mi può succedere che ho un’immagine
prima di iniziare e magari durante il lavoro la modifico.
Questo intendo per “modo”: assolutamente imprevedibile.
Ti capita più spesso di creare l’opera sul momento o di pensarla prima?
Difficile spiegare come si crea un quadro astratto:
sotto questo termine passa tutto ciò che non ha una forma che identifichi
un’immagine collettiva…non esiste un “tempo” che possa definire, mi creda.